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La tradizione di intraprendere azioni a favore della tutela dell’ambiente nel diritto polacco risale al Medioevo, ossia all’epoca del re Boleslao il Coraggioso, quando quest’ultimo ordinò di proteggere la specie del castoro, e del re Ladislao Jagellone, che nel 1423 dispose di limitare la caccia a cinghiali, cervi e alci. Anche i successivi re polacchi, come Sigismondo I il Vecchio (marito della regina Bona Sforza) negli statuti lituani del 1529 o Stefano Batory garantirono protezione giuridica ad alcune specie animali. Sebbene si trattasse di pratiche nobili che dimostravano la lungimiranza dei sovrani polacchi nella tutela dell’ambiente, l’origine di tali azioni va ricercata più nella volontà di proteggere i propri interessi economici e i beni reali che nella definizione consapevole di una strategia di tutela ambientale. Le decisioni di tutela effettivamente adottate riguardavano infatti solo alcuni elementi dell’ambiente, non l’ambiente naturale nel suo complesso. La nascita del diritto ambientale moderno va ricercata molto più tardi, ossia nel XIX secolo, quando l’idea di tutela ambientale emerse sotto l’influenza dell’esplosione dei processi di industrializzazione, dell’enorme sviluppo del progresso tecnico e, di conseguenza, della grande industria che trasformava significativamente l’ambiente, spesso degradandolo.

