Autonomia fiscale nazionale e obiettivi climatici dell’Unione

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Abstract*
Ita
Il presente contributo analizza criticamente la sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea del 16 ottobre 2025 (causa C-391/23, Brăila Winds), che interviene sul delicato equilibrio tra l’autonomia fiscale degli Stati membri e gli obiettivi climatici europei. La controversia trae origine da una misura tributaria rumena (legge n. 259/2021) che, istituendo un’imposta sugli “extraprofitti” nel settore energetico, ha introdotto un regime selettivo a svantaggio dei produttori da fonti rinnovabili, esentando i produttori da fonti fossili. L’autrice approfondisce il quadro normativo di riferimento, con particolare attenzione alla direttiva 2019/944/UE e al regolamento (UE) n. 1119/2021, evidenziando come la politica fiscale nazionale possa porsi in contrasto con gli obiettivi di neutralità climatica tracciati dal Green deal. Oltre ai profili di merito, lo studio esamina le rilevanti questioni di rito emerse nel giudizio: la Corte ha infatti dichiarato irricevibili le questioni inerenti alla libertà di stabilimento e agli aiuti di Stato a causa di un’inadeguata formulazione del rinvio pregiudiziale ex art. 267 TFUE. In conclusione, il lavoro riflette sulla “prudenza istituzionale” dei giudici di Lussemburgo e sulla negazione dell’effetto diretto al principio “chi inquina paga” (art. 191 TFUE), sollevando dubbi sull’effettività della tutela giurisdizionale per gli operatori della green economy e sulla tenuta del dialogo tra corti nazionali ed europee in materia ambientale.

Keywords: Transizione ecologica, Green deal, autonomia fiscale, fonti rinnovabili, rinvio pregiudiziale.

En
This article provides a critical analysis of the judgment of the Court of Justice of the European Union of 16 October 2025 (Case C-391/23, Brăila Winds), focusing on the delicate balance between Member States’ fiscal autonomy and EU climate objectives. The dispute stems from a Romanian tax measure (Law No. 259/2021) which, by introducing a “windfall tax” on the energy sector established a selective regime detrimental to renewable energy producers while exempting fossil fuel producers. The author explores the relevant legal framework, specifically directive 2019/944/EU and regulation 2021/1119/EU, highlighting how national tax policies may conflict with the climate neutrality aim outlined by the Green deal. In addition to the substantive issues, the study examines the significant procedural matters that arose: the Court declared the questions concerning freedom of establishment and State aid inadmissible due to the inadequate formulation of the preliminary reference under Art. 267 TFEU. Finally, the paper reflects on the “institutional prudence” of the Luxembourg judges and the denial of direct effect to the “polluter pays” principle (art. 191 TFEU), raising concerns about the effectiveness of judicial protection for green economy operators and the robustness of the dialogue between national and European courts in environmental matters.

Keywords: Ecological transition, Green deal, fiscal autonomy, renewable energy sources, preliminary ruling